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Coscienza

 

SPIRITUALITÀ

 

 

Apurva può parlarci della sua percezione o esperienza della spiritualità?

 

A mio avviso spiritualità significa ritrovare un contatto diretto e autentico con chi veramente sei, la tua essenza. E spiritualità è qualcosa che ad un certo punto della tua vita si traduce in un cambiamento pratico e significativo del tuo modo di percepire e comportarti. Se rimane solo un’esperienza mistica, va bene, ma io credo che la spiritualità non sia separata dalla vita materiale di tutti giorni. Una vera spiritualità elimina le separazioni, le dissipa; noi siamo esseri che stanno avendo un’esperienza umana. In realtà, noi siamo costantemente spirituali. Tutto è costantemente spirituale, tutto è spirito. Ciò che è sempre stato e sempre sarà è al di là della forma del momento con cui puoi essere identificato;  è chi tu veramente sei. Quando questa consapevolezza è presente, cristallizzata, risvegliata, questo spazio interiore produce un cambiamento: nel tuo comportamento, nel tuo modo di essere e agire. Non è qualcosa che ti imponi ma semplicemente sboccia, affiora in te. La tua percezione cambia; ad esempio il rapporto con la natura assume una nuova percezione, ove puoi scorgere, ritrovare in ogni momento, la tua vera natura specchiandoti nella natura stessa. In natura ogni risposta è presente, se sai coglierla. In natura è semplice percepire che la vita è parte del Tutto e non c’è separazione alcuna. Spiritualità significa anche trovare un equilibrio tra il nostro benessere individuale e il benessere del pianeta e iniziare a portare maggiore consapevolezza nei sistemi e modi che abbiamo di interagire con l’economia e la tecnologia, in funzione di una visione che integri tutto questo con l’ecosistema planetario e le necessità reali in maniera armoniosa. Spiritualità è essere esattamente ciò che naturalmente, essenzialmente sei. Scoprendo chi tu sei, diverrai consapevole del fatto che in realtà, indipendentemente da ciò con cui tu sei identificato, tu, essenzialmente, non sei toccato da tutto questo. La tua essenza è al di là della tua forma fisica o ciò che ti hanno condizionato a credere che sei. Nella mia percezione del cammino interiore le religioni strutturate sono in realtà organizzazioni atte ad allontanarti dalla tua vera natura ed essenza, per poi poter controllare la tua mente. Spiritualità è libertà, nel senso che quando sai chi tu sei veramente tutte queste falsità o false verità cadono. O meglio, non esistono. Non hanno effetto su di te. Sono come degli ologrammi, dei veli posti sui nostri occhi per non farci vedere ciò che è, ciò che è ordinariamente glorioso, semplicemente stupendo, una totale assenza di paura, senza fondo, senza limite, assolutamente libero da ogni possibile paura. In quanto mai nato e mai morto, tu, essenza, non provi la paura poiché  la paura è figlia del nostro ego identificato con la realtà duale; la tua essenza non può sperimentare la paura. La tua essenza è al di là del tuo ego, della realtà duale, non è toccata da tutto ciò, indipendentemente dal fatto che tu ne sia consapevole o meno . Nessuna increspatura in quel perfetto lago, assolutamente perfetto. 

La spiritualità è essere in tempo presente, avere una percezione diversa della realtà, come se tu fossi in uno “stato di coscienza” alterato rispetto alla normale corrente percezione della realtà, ove tutte le persone hanno sempre qualcosa da fare o dove si corre e si consuma senza neanche sapere bene il perché. E’ avere un altro ritmo, più fluido, rilassato, più presente. Spiritualità è essere tutto questo nella società, senza dover più isolarsi su di una montagna rifiutando la vita. Separare spirito e materia è una possibile via ma far credere che è l’unica via possibile è un grave errore che in realtà allontana le persone che hanno il piacere di vivere in modo non isolato o che non vogliono rinunciare alla vita ordinaria di tutti i giorni per la spiritualità. E’ una chiara manipolazione. Separare spirito e materia porta la massa ad allontanarsi dalla spiritualità e dalla sua pratica, perché le persone credono che se saranno spirituali dovranno rinunciare alla vita, al proprio lavoro, alla proprio famiglia. E’ quello che le religioni gli hanno mostrato per secoli. Come ho detto in precedenza, non si tratta di una rinuncia, piuttosto di divenire consapevoli, di sperimentare nuovi spazi interiori, nuove forme di benessere, comprendere che la spiritualità migliora la qualità della tua vita, delle tue relazioni. Essendo spirituale, senza rinunciare a niente, piano piano affiorerà uno spazio in te, una pienezza in cui non c’è rinuncia ma scelta conscia, di ciò che tu nel momento ritieni più opportuno per te. A volte sarà la migliore delle scelte e a volte no, ma ricorda ciò che tu sei, essenzialmente, non è turbato dal fatto che oggi ci sia il sole o domani nevichi, il tuo osservare tutto ciò, resta immutato. Per cui rinunciare è in realtà una delle vie più difficili per salire sulla vetta. Ci sono sentieri più dolci, che tutti possono praticare e anche ci sono gli scalatori più estremi ma non è detto che arrivino prima. Se osservi la natura, in ogni sua possibile espressione, animale, vegetale o altro, la natura non ha nessun problema con la vita e ogni sua possibile espressione. La natura ad esempio non ha nessun problema con la sessualità. Io non credo che l’esistenza, il cosmo, dio o come preferisci definire la vastità di cui siamo parte, ci ha creato facendo un errore con la sessualità. Come mai le religioni organizzate, dominate da maschi, dogmatiche che si combattono da secoli e che a volte hanno in comune poche cose tra loro, sono tutte in accordo quando si tratta di repressione della sessualità, delle donne o altro ancora? Come mai tutto questa morale e regolamentazione della natura umana e delle sue differenti forme di espressione? Come può essere sbagliato l’atto che dona la vita, che ci dona l'estasi e la fusione con un altro partner, che ci dà un assaggio di un più grande piacere e spazio, che ci permette di entrare in intimità? Come può essere sbagliato un atto che ci dona piacere, ci dà la possibilità di venire in questa realtà, di incarnarci un’altra volta su questo bellissimo pianeta; come, chi o cosa ci ha creato ha potuto sbagliare? Io non credo che l’intelligenza divina abbia sbagliato, che ci sia qualcosa di sbagliato. Il separare la spiritualità dalla vita fatta di materia, secondo me, è un grave errore. Per me spiritualità non è escludere ma bensì includere, creare più spazio, più possibili punti di vista, espansione, una chiara sensazione di espansione. Se osserviamo gli esseri umani che nel corso della storia e che senza nessun dubbio, ogni ricercatore del vero ha riconosciuto come essere illuminato (Buddha, Osho, Lao Tsu, Gesù, Meera, Khrisnamurti, Bodhidarma, ecc.), scopriremo delle qualità comuni in tutti loro, uomini o donne che siano, nonostante ognuno  è unico e differente o proveniente da culture o aree del pianeta differenti. Scopriremo un fragranza e una lucidità comune a tutti, perché quello è. I loro peggiori oppositori, nei secoli? Sempre gli stessi. Le religioni organizzate, i preti del tempo … curioso che i fiori più belli vengano tagliati proprio da coloro che poi una volta eliminato il pericolo, di un vero uomo o donna di verità, si affrettano a professarsi custodi della verità da loro portata, con affermazioni del tipo, “Noi abbiamo il copyright diretto da dio”. Ahahahaha, fa ridere, ma purtroppo queste sono, da secoli e secoli, persone violente che in nome di dio e del loro copyright si sentono in diritto di delegittimarti o distruggerti se non eliminarti fisicamente, come nel caso di alcuni dei maestri e maestre illuminate sopracitati. La storia è un lungo triste esempio di ciò che dico. Perciò se mi chiedi cosa è per me la spiritualità in due parole, dico: sii chi sei e sappi che sei libero e che  la spiritualità è un tuo diritto di nascita, scopri chi sei e sappi che nessuno, nessuno può mettersi fra te e il cosmo. Nessuno. Non serve. Non ce n’è semplicemente bisogno.